Per questo le promesse veltroniane mancano del requisito fondamentale: la credibilità.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.
Ieri la revisione delle stime della crescita italiana per l’anno in corso da parte della UE: crescita dimezzata allo 0.7% , ultimi in Europa, e con effetti certi sul deficit 2008 (…qualcuno parlerà ancora di tesoretto?).
Questo è oggi il dato Istat della bilancia commerciale italiana con i paesi extra europei: deficit a 4,3 miliardi di euro, il risultato peggiore dal 1999.
L’economia italiana ferma al palo: questa è l’eredità del Governo di centrosinistra.
Tutta colpa del PD di Prodi e della sinistra di Bertinotti? Tutta no, naturalmente, giacché vanno considerate le dinamiche internazionali. Ma è chiaro che l’obiettivo del risanamento economico da una parte e della ripresa della competitività e della crescita dall’altra sono stati clamorosamente falliti.
Il Governo guidato dal PD ha sprecato l’occasione di una congiuntura particolarmente favorevole per dare nuove prospettive all’economia italiana: l’aumento esponenziale della tassazione e della relativa burocrazia, una riforma previdenziale suicida, una spesa sociale a pioggia tanto propagandistica quanto poco incisiva hanno affossato le speranze di una ripresa in grado di ridurre il divario dai principali concorrenti.
Per questo le promesse veltroniane mancano del requisito fondamentale: la credibilità.





































































Alessandro Cassamaro
Sante parole. Chissa se qualcuno dei fregati (eufemismo) che hanno votato prodi riuscira’ a capirlo ? Berlusconi quando li aveva chiamati “c..” era stato il solito ottimista. Speriamo !!!
nextus
gli altri si arricchiscono.L’italia è ad un passo da una forma frusta di stagflazione.
la cina in 10 anni ha raddoppiato la propria ricchezza.Noi,rimanendo fermi a causa delle continue dispute e briglie politiche,ci siamo impoveriti.Se questa non è decadenza ,non saprei come chiamarla.Il clima sociale e politico in italia è tale da disgustare un santo.E risalire la china sarà molto dura.Nel frattempo continueremo ad impoverirci.
E continueranno dispute e litigi tra politici ed economisti di diverse tendenze.
Fulvio
CRASSE LACUNE **** Mi preoccupa vedere che nei programmi di entrambi gli schieramenti i temi dello “sfrondamento normativo” e della drastica riduzione degli adempimenti burocratici e ambientali, che tanto contribuiscono, insieme al costo del lavoro, a tener lontani gli investimenti stranieri e quindi una possibile ripresa della produzione industriale non siano, almeno per ora, sufficientemente evidenziati come assoluta priorità.
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